Si è svolta sabato 14 dicembre, nell’auditorium della Casa della carità, l’iniziativa “Facciamo un pacco alla camorra”, promossa dalla nostra associazione insieme a Fim Cisl Lombardia e Casa della Carità, con i DescargaLab, Buonmercato, Nco e altre realtà impegnate per la legalità.

L’incontro è stato aperto da un dibattuto sul tema “Lavoro, welfare, relazioni, legalità” al quale sono intervenuti David Gentili, presidente della Commissione comunale Antimafia, Raffaele Sardo, scrittore e giornalista de La Repubblica, don Virginio Colmegna, presidente Fondazione Casa della carità.

Al termine della tavola rotonda si è tenuta la cena a buffet realizzata dalla Cooperativa sociale NIW-New ideas of welfare, promotrice tra gli altri del progetto internazionale “Gelateria sociale”, presente in Casa della carità e anche in Egitto, Gaza, Giordania e Napoli e sostenuto anche dalla Associazione Amici Casa della carità.

Di seguito l’editoriale, pubblicato da Avvenire sabato 14 dicembre 2019, che presenta l’iniziativa:

I frutti della terra per dire no al racket delle mafie

Facciamo un pacco alla camorra è un’iniziativa del consorzio Nco- Nuova Cooperazione Organizzata che da anni promuove, nel casertano, una filiera agro-alimentare etica, grazie ad attività di imprenditoria sociale portate avanti in quelle che una volta erano le terre di camorra e che ora, invece, segnano la rinascita di una cittadinanza attiva che restituisce alla collettività risorse e beni per troppi anni deturpati dalla criminalità organizzata.

L’iniziativa si terrà oggi alla Casa della carità, che organizza l’evento insieme alla stessa Nco e a Fim Cisl Lombardia. Una collaborazione che si alimenta quotidianamente nell’ambito del progetto ‘Reti della carità’, nato su impulso dell’associazione Amici Casa della carità, e si allarga a percorsi formativi per delegati sindacali. Durante la serata, dopo la tavola rotonda a cui parteciperanno anche David Gentili, presidente della commissione Antimafia del Comune, e il giornalista Raffaele Sardo, verrà presentato il pacco contenente i prodotti coltivati sulle terre confiscate alla camorra e lavorati dalle cooperative del consorzio Nco.

Questo appuntamento, che Casa della carità e Fim Cisl Lombardia organizzano per il terzo anno consecutivo, non è solo un evento simbolico. È il racconto di una buona notizia, la possibilità di creare opportunità attraverso il rispetto del lavoro e dell’ambiente, insegnando la cura delle persone e dei territori e facendo da lievito alla partecipazione civile. Un’esperienza che viene dal nostro Sud Italia, troppo spesso maltrattato, che ci regala un modello di riscatto che possa essere d’esempio per le economie del Nord, anch’esse inquinate dalla criminalità organizzata.

Per questo vorremmo che da qui si stimolasse una riflessione più ampia sul valore sociale e culturale dell’economia civile come frontiera di un nuovo sviluppo possibile, dove il lavoro sia argine alla criminalità e strada attraverso cui affermare diritti, dignità e realizzazione della persona. Si tratta di questioni fondamentali, a maggior ragione alla vigilia di cambiamenti epocali di tipo tecnologico, ambientale e demografico. Vere e proprie rivoluzioni che sarà necessario accompagnare per contenere i rischi e massimizzare le opportunità per tutti.

Il modello di Nco è la dimostrazione di come sia possibile, e necessario, spostare il concetto di competitività di impresa dal mero profitto alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, un terreno comune, e conveniente, dove realizzare benefici diffusi e aprire spazi inediti anche per chi oggi vive la condizione di ‘scarto’. Qui ritroviamo i temi dell’enciclica Laudato Si’, l’affermazione di una nuova idea di sviluppo che contrasta sfruttamento e disuguaglianze e si compie nel rispetto del Creato.

È necessario quindi riscoprire valori come la solidarietà e fraternità. Solo in una vera comunione tra tutti i protagonisti della vita economica può generarsi sviluppo e benessere. In questo senso, è da accogliere il richiamo fatto dal Papa nella recente solennità dell’Immacolata, quando ci ha ha ricordato che la corruzione è peggio del peccato perché è ‘una connivenza ipocrita col male, piena di cattive intenzioni ed egoismi meschini’.

‘Facciamo un pacco alla Camorra’ dimostra l’impegno di sindacato, Terzo settore e cooperazione nel paziente lavoro di sartoria sociale necessario a ricucire legami, promuovere una nuova idea di sviluppo, ricercare alleanze e costruire soluzioni, riscoprendo una capacità di sintesi alta fatta di progettualità collettiva e bene comune, riscoprendo la bellezza di organizzare speranza.

don Virginio Colmegna
presidente Fondazione Casa della carità
Andrea Donegà
segretario generale Fim Cisl Lombardia

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