Un progetto per assistere a domicilio persone anziane sole o in stato di necessità utilizzando le possibilità della tecnologia. È questo il senso di Curami.Tech, iniziativa messa a punto dall’associazione Amici Casa della carità, ideata e curata da Giovanni Santilio del consiglio direttivo dell’associazione, con la collaborazione della software house Applica. L’avvio della sperimentazione è previsto entro la fine dell’anno con l’obiettivo di collegare al network assistenziale circa cento ultra 65enni residenti nei quartieri della periferia Nordest di Milano (Crescenzago, Adriano e via Padova), tra i quali anche coloro che sono già inseriti in Casa Anziani, il progetto della Fondazione Casa della carità dedicato a soggetti della terza età. Partner della sperimentazione per l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari è la cooperativa sociale Proges con l’Adriano community center, la nuova RSA sorta proprio al quartiere Adriano.

Curami.Tech, presentato nelle scorse settimane al Ministero della famiglia, è una piattaforma digitale attraverso la quale viene stabilito e mantenuto un contatto diretto tra la persona anziana e l’operatore o volontario dell’associazione Amici Casa della carità. Il dialogo avviene attraverso l’APP di Curami.Tech installata su un tablet che viene lasciato in dotazione all’anziano insieme a un’apposita scheda SIM. Uno degli scopi del progetto è rendere autonomi gli assistiti attraverso appositi percorsi di alfabetizzazione digitale dedicati alla terza età.

La piattaforma mette a disposizione diversi servizi: gestione di cartelle anagrafiche e cliniche; funzioni di telecomunicazione per visite e consulti; assistenza psicologica da remoto; sostegno logistico per approvvigionamento di beni di base (spesa, farmaci, dispositivi medici); monitoraggio parametri vitali; supporto telematico per terapie riabilitative cosiddette “dolci”; chiamate di soccorso ed emergenza. L’obiettivo è prendersi cura dei bisogni in chiave di prevenzione stimolando il rapporto con l’anziano prima che sia lui a ritrovarsi in stato di necessità.

«Con questo progetto – ha spiegato Maria Grazia Guida, presidente associazione Amici Casa della carità – vogliamo contrastare l’isolamento sociale e relazionale di chi è più fragile a causa dell’età avanzata. La tecnologia ci può aiutare a mantenere vivi i legami e a sperimentare delle risposte alla difficoltà di accesso ai servizi. Il senso di Curami.Tech è realizzare un efficiente e moderno modello di cura basato su domiciliarita, territorialità e continuità assistenziale sociosanitaria. L’emergenza Covid, infatti, ci ha mostrato limiti e debolezze di un sistema rarefatto e inefficace, che colpisce soprattutto i più anziani. Per questo vanno pensate e attuate nuove iniziative di prossimità al fine di creare reti tra tutti gli interlocutori sanitari, assistenziali e sociali con lo scopo di limitare il disagio e l’isolamento delle persone anziane fragili. E in questo è fondamentale l’apporto dei volontari».

«L’innovazione tecnologica – ha affermato Giovanni Santilio, del direttivo Amici Casa della carità – ha grandi potenzialità e questo progetto lo dimostra. Accompagnata ad adeguati piani di formazione può generare enormi benefici per il sistema assistenziale sociosanitario. Con ricadute positive in molti ambiti, dalle periferie delle grandi città come nel nostro caso, finanche ai piccoli comuni isolati. Perché quello che abbiamo messo a punto è un modello replicabile che vorremmo rendere disponibile anche in altri territori».

«Fondazione Casa della carità – ha detto il suo presidente, don Virginio Colmegna condivide con l’associazione Amici Casa della carità una particolare attenzione alle persone anziane fragili. Pertanto abbiamo deciso di avviare la sperimentazione di questo innovativo progetto con il gruppo degli anziani residenti in quartiere e che, prima dello scoppio della pandemia, frequentavano regolarmente la Casa. Pur con tutte le limitazioni del caso, in questi mesi non li abbiamo mai lasciati soli e questa iniziativa è un ulteriore segno di profonda attenzione nei loro confronti».

«L’obiettivo dell’Adriano Community Center», ha dichiarato Luigi Regalia, responsabile del progetto per Proges, «è definire un nuovo modello di welfare per l’anziano, dove le dimensioni residenziali e di prossimità non siano antitetiche, e si possano utilizzare le moderne tecnologie per raggiungere, monitorare e ‘non lasciare indietro’ nessuno, coinvolgendo figure sociali, sanitarie, cittadinanza, volontariato e associazioni, con una solida base di partenza e una regia condivisa».

L’ambizione è costruire un modello di buona pratica che possa essere esportato e utilizzato da altre realtà sociali che si occupano di terza età. È possibile sostenere il progetto attraverso donazioni dirette all’associazione Amici Casa della carità a mezzo bonifico bancario utilizzando il codice IBAN IT93 D030 6909 6061 0000 0130 415.

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