Quanto accade in Ucraina ci scuote profondamente, mai avremmo pensato a una guerra in Europa. In questo tempo drammatico dobbiamo esigere che le parti si parlino perché il dialogo è l’unica strada percorribile per giungere alla pace vincendo ogni tentazione di ricorrere alle armi. La guerra non è mai la soluzione, non esiste una guerra giusta. Dal canto nostro, non possiamo che continuare a sentire la responsabilità di essere costruttori di una cultura di pace. Dal basso, proponendo iniziative di conoscenza, informazione, sensibilizzazione. È per questo che abbiamo aderito alla giornata di digiuno e preghiera, indetta per il 2 marzo da Papa Francesco, partecipando alla fiaccolata organizzata con Casa della carità e parrocchia Gesù a Nazareth per le strade del nostro quartiere (nella foto di Giovanni Santilio del Direttivo). Chiedere pace e dialogo, rifiutare la guerra è per noi un modo di rispondere alle attese delle persone più povere e fragili. Sono loro che più di tutti incarnano l’esigenza di futuro, sono loro che ci pongono le più autentiche istanze di cambiamento. Ripudiare la guerra è soprattutto un atto di giustizia sociale e, per noi, anche di carità cristiana (Maria Grazia Guida)

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