Nel corso di questo primo mese di guerra in Ucraina, la nostra associazione ha sottoscritto tre appelli lanciati e sostenuti da diverse realtà della società civile.

1. L’Italia dica no alla guerra e alle armi nucleari. Adesso.
Promotori: Azione Cattolica, Acli, Movimento dei Focolari, Comunità Papa Giovanni XXIII, Pax Christi

Siamo impegnati in tanti appelli e iniziative per la pace, per dire no alla guerra, nella condanna dell’invasione russa e nell’attivarsi per il pieno soccorso umanitario e l’accoglienza della popolazione ucraina.

Mentre soffiano venti di guerra e di morte, e si affaccia anche la possibilità del ricorso alle bombe nucleari, chiediamo all’Italia di aderire ora, proprio in questi giorni, al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

Ci appelliamo al Governo e al Parlamento italiano perché ADESSO dica no alle bombe nucleari sul nostro territorio, a Ghedi e ad Aviano.

Sabato scorso ci siamo trovati a Roma, “Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari” per un incontro tra oltre 40 realtà nazionali del cattolicesimo italiano. Avremo modo di ritornare con calma su questo cammino e impegno.

Ma ORA chiediamo questo gesto che apparentemente può sembrare sconsiderato e folle. Ma è la guerra ad essere pura follia! Un gesto che potrebbe essere visto come debolezza, o resa. E invece è un gesto che riporta sul tavolo i valori veri della pace, della vita.
La pace ha bisogno di scelte che possono sembrare folli e insensate, ma che in realtà possono scompigliare la ‘logica’ irrazionale della guerra ed evitare la catastrofe.

Siamo convinti, come spesso denunciato da papa Francesco e in sintonia con la Campagna “Italia ripensaci”, che non solo l’uso ma anche il possesso di armi nucleari sia assurdo, irrazionale, immorale, illegale, inaccettabile.

Decidiamo ora, subito, di aderire al Trattato. Sarà un segnale per tutti in un momento in cui si è adombrata la terribile possibilità di utilizzo di ordigni atomici.
Siamo convinti che ci vuole più coraggio a scegliere la pace che non la guerra.
E questo è il momento.

Con tale consapevolezza partecipiamo alla giornata di preghiera e digiuno per la pace proposta da papa Francesco.

2. Abbraccio per la pace. Apriamo i Tavoli del Dialogo tra Russi ed Ucraini in Italia
Promotori: Rete “Per un nuovo welfare”

Come associazioni ed enti della società civile riuniti nell’Alleanza “Per un Nuovo Welfare” non possiamo restare immobili ed in silenzio di fronte all’indicibile ritorno della guerra nel cuore dell’Europa.
Non abbiamo taciuto di fronte alla crudeltà con cui venivano respinti in Europa i profughi della Siria, dell’Iraq, dell’Afghanistan e del continente Africano; non abbiamo taciuto di fronte alle morti del Mediterraneo e all’indifferenza delle nazioni europee sulla crudeltà dei lager libici; non abbiamo taciuto il nostro disappunto quando le grandi potenze del mondo esportavano armi dall’Occidente per foraggiare le nuove guerre a ridosso del Golfo Persico e tra i confini delle nazioni africane; non abbiamo taciuto contro l’assurda guerra preventiva in Iraq del 2003 e contro l’attacco all’Afghanistan del 2001 ed ancora prima siamo stati uniti nel condannare i bombardamenti nella ex Jugoslavia nel 1999.
Non abbiamo forse fatto abbastanza per i 14 mila morti della regione del Donbass dal 2014 ad oggi, da quando è stato messo in atto un piano diabolico di nuova espansione territoriale di una superpotenza.
Dopo 23 anni di conflitti sapevamo però che il demone sarebbe tornato a colpire tra di noi e non ci arrendiamo ora.
Abbiamo visto i risultati della guerra con i nostri occhi: vedove, orfani, vite distrutte e poi nuovo odio e nuova guerra. Abbiamo visto soprattutto che un’alternativa all’odio e alle uccisioni di massa esiste e può già esser attuata.
Di fronte al nuovo conflitto in Ucraina non possiamo appoggiare in nessun modo le violenze e impegneremo ogni nostra risorsa per costruire alternative ai conflitti armati che già sono in corso.
La nostra unica strategia per risolvere i conflitti si chiama ancora “pace” e la nostra unica arma si chiama “dialogo”.
I grandi del mondo non sono riusciti ad evitare questa nuova guerra ed ora tocca a noi piccoli non smettere di aprire nuovi spazi dialogo e di accoglienza.
Accoglienza, innanzitutto alle migliaia di persone in fuga dalla guerra.
L’Italia è abitata da straordinarie comunità di ucraini ed ucraine, da cittadini russi, polacchi, bielorussi, lituani, lettoni, moldavi e non possiamo permetterci di assistere al sorgere di inimicizie tra questi nostri fratelli e sorelle, tra questi nostri amici ed amiche. Sentiamo l’urgenza di fare qualcosa e iniziamo da dove i grandi hanno fallito: apriamo tutte le nostre sedi per la costituzione di tavoli di pace tra le comunità dell’est vivono in Italia, in particolare per favorire un concreto abbraccio di pace tra cittadini ucraini e cittadini russi.
In ogni nostra sede in tutto il territorio italiano le oltre cento associazioni riunite nell’Alleanza “Per un Nuovo Welfare” apriranno “tavoli di pace e di dialogo” tra cittadini dell’est di diverse nazionalità.
Ogni associazione si impegnerà a favorire e mediare il dialogo tra le parti in conflitto e chiederà ai partecipanti di aprire ogni incontro con un abbraccio per la Pace ed un impegno scritto a adoperarsi per continuare il dialogo nonviolento tra i popoli europei.
Sul sito http://www.perunnuovowelfare.it verrà aggiornata di volta in volta una mappa che indicherà i tavoli di pace aperti nelle diverse sedi associative e la galleria fotografica degli abbracci realizzati, la speranza è di rendere la pace un desiderio virale sul territorio italiano.
Oggi più che mai dobbiamo tenere uniti i popoli dell’est in un unico Abbraccio di Pace.
Un #AbbraccioperlaPace

3. STOP THE WAR – FACCIAMO LA PACE
AZIONE DI PACE NONVIOLENTA IN UCRAINA – 1 APRILE

Le immagini delle vittime, dei bambini terrorizzati o degli anziani spaesati che ci giungono dall’Ucraina e da tutte le altre zone di guerra spesso dimenticate, dilaniano le nostre coscienze. La guerra è una follia, è il cancro della convivenza tra le nazioni e la negazione dell’umanità.

Nel chiedere che si proclami immediatamente il cessate il fuoco, che si dia spazio alla diplomazia internazionale e alle Nazioni Unite per la risoluzione della controversia e che si consenta subito alle organizzazioni umanitarie internazionali di intervenire, ognuno di noi può fare qualcosa di più e di concreto per fermare questo scempio.

Non c’è più tempo! Da sempre siamo accanto agli ultimi, al fianco delle vittime con azioni umanitarie e iniziative di solidarietà internazionale. Vengono momenti in cui però “la pace attende i suoi artefici” e noi non possiamo disattenderla.

Non vogliamo restare spettatori e sentiamo l’obbligo di esporci in prima persona.

Con i rappresentanti della società civile nonviolenta e pacifista e di altre realtà impegnate nella costruzione della pace, entreremo in territorio ucraino per testimoniare con la nostra presenza sul campo la volontà di pace e per permettere a persone con fragilità, madri sole e soprattutto bambini, di lasciare il loro Paese in guerra e raggiungere l’Italia.

Invitiamo pertanto tutte le organizzazioni impegnate per la costruzione della pace e per la solidarietà internazionale a dare la propria adesione, a prendere parte alla delegazione e a promuovere una serie di azioni di mobilitazione.

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